Chi sono

Davide grigolato

Nato affamato,
cresciuto in cucina

Sono nato a Sesto San Giovanni e, da che ho memoria, cucino e sperimento ricette.

Nipote di una “grande” cuoca, tritavo biscotti con la grattugia e cercavo di impastarne le polveri con bevande da me inventate sul momento, alcune delle quali anticipavano la corrente “gelatinosa” dei tempi nostri.

Il rumore della padella che sbatte sulla ghisa del fornello, insieme al suono dello sfrigolio del trittico aglio/cipolla/pancetta hanno fatto nascere in me una sorta di deviazione, la FOMO di noi nati affamati: devo esserci, non posso essere escluso da cotanto spettacolo. Devo essere al centro, farmi bersagliare dagli schizzi di olio e sudare insieme al grasso nella pentola. Così, in simbiosi.

Il mio viaggio
tra fuoco e sapori

A vent’anni, mentre provavo a darmi un tono come consulente informatico, in me cresceva il sacro fuoco del convivio. Ogni risparmio finiva in viaggi culinari, mercati e pescherie, e ogni settimana organizzavo pranzi e cene per amici e amici degli amici. Cercavo due cose: la condivisione del cibo e la celebrazione delle mie capacità culinarie.

A 25 anni ho lasciato la carriera informatica per seguire la mia passione. Dopo qualche comparsata in ristoranti milanesi e stage formativi, mi sono fermato in Tailandia, dove ho scoperto il paradiso dei sapori. Poi è arrivata Londra: una valigia con i miei sogni e i miei coltelli, e via.
In terra britannica ho imparato che essere uno chef italiano è un privilegio, ma anche un limite. Ho lasciato da parte le certezze della tradizione per sperimentare e viaggiare con la mente, creando piatti che raccontano storie di continenti interi.

Ora sono qui, a Genova con la mia famiglia che supporta questa mia passione irreversibile.

Perché il fuoco, quando respira, non si spegne mai.